Anche i libri invecchiano & altre considerazioni – Citazioni da “Una piccola libreria a Parigi” parte 1

Il best seller di Nina George è a mio avviso una fonte ricca di frasi da ricordare. Vi propongo qui la mia personale raccolta, iniziando da un breve dialogo ricco di spunti a pagina 10 🙂

Che siano stati pubblicati cento anni fa o solamente il mese scorso i libri hanno sempre qualcosa da dire al lettore accorto. Certo, è bello tenersi sempre al passo con le ultime novità editoriali, ma non è tutto.

Esistono persone che leggono solo i libri vincitori di premi prestigiosi, oppure i cosiddetti “casi editoriali”, o anche le opere di autori appena passati a miglior vita. Perché? Perché esistono le mode anche per quanto concerne la lettura, magari semplicemente per poter orgogliosamente affermare, quando qualcuno deciderà di parlarne, <<Io l’ho letto>>. Lo ammetto, non è un giudizio molto lusinghiero, però è così che la penso.

Fortunatamente Monsieur Perdu si erge in difesa dei libri più “attempati”, tutti da riscoprire:

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Non è ovviamente questa la sola occasione il cui il nostro libraio di fiducia rimarca con veemenza il valore della carta stampata. Il dialogo con la cliente desiderosa di accaparrarsi l’ultimo caso editoriale prosegue, ed ecco che lo sentiamo (leggiamo) dire:

<<I libri la proteggono dalla stupidità. Dalla falsa speranza. Dagli uomini bugiardi. La ricoprono di amore, di forza e conoscenza. E’ vita che viene da dentro. (…)>>

C’è sapienza custodita nei libri. Anche nelle fiabe. Certo, potranno non essere la soluzione universale a tutti i mali del Mondo ma, innegabilmente, sanno insegnare. Come dice un proverbio ungherese sono “maestri silenziosi”.

La prima volta che ho letto questa particolare battuta di Monsieur Perdu la cosa che mi ha veramente colpita però è stata l’ultima frase. “E’ vita che viene da dentro”. C’è poesia in questa affermazione. E anche molta verità. Da più di un punto di vista. Qualsiasi opera scritta; un romanzo, un racconto, un saggio, una tesi ma anche solo un tema scolastico o un biglietto d’auguri contiene qualcosa dell’autore. Lasci la tua impronta in qualsiasi cosa tu scriva. Più marcata nel momento in cui scrivi con impegno, soppesando ogni tua sillaba, ma sempre presente anche se lieve e involontaria persino quando scrivi solo perché sei obbligato a farlo. “Vita” dell’autore, quindi. Questa è la mia interpretazione.

Molto bene. Veniamo ora alle mie due citazioni preferite:

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Mi verrebbe da chiedermi: “Ma sarà vero per tutti i librai?”. In fondo le pecore nere ci sono in tutte le categorie…. Ma sorvoliamo su questa piccola divagazione.

Più avanti nella narrazione l’autrice aggiunge anche:

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Il binomio libri/libertà ricorre. Sì, i libri liberano la mente, fanno volare la fantasia e, nel momento in cui le loro parole riescono a scavare un solco nel profondo e a toccare l’anima possono arrivare a scuotere un’esistenza. Per questo fanno paura agli assolutismi. Questa la motivazione dietro ai roghi dell’Inquisizione e della Germania nazista. Per questo nella società creata da Bradbury in “Fahreneit 451” i libri vengono sistematicamente ridotti in cenere.

I libri sono pensiero tangibile, fonte di ispirazione e di esempi. Non cesserà mai di stupirmi come qualcosa di così semplice esteriormente, nient’altro che un insieme di fogli stampati e rilegati, possa racchiudere un tale potere. I libri sono temibili. Nina George dice che possono “far cadere i tiranni”. E’ vero. Ma, è bene non dimenticarlo, possono anche aiutarne l’ascesa. Sono veicoli di idee e di insegnamenti e, come tali, possono fare molto bene o molto male a seconda di come il loro contenuto viene percepito, utilizzato.

Troppo spesso tutto questo viene dimenticato oppure passa in secondo piano. Troppe persone vedono la lettura come un dovere, una moda o, peggio ancora, un passatempo fuori moda. Come espressione della libertà di pensiero, contenitori di idee inedite e potenzialmente esplosive, i libri meriterebbero decisamente un rispetto maggiore di quello loro comunemente tributato.

Grazie dunque a Nina George per averlo ricordato.

Monsieur Perdu e la letteratura d’annata

<<I libri non sono uova. Non vanno a male anche se sono usciti da un paio di anni>>. Anche Monsieur Perdu aveva alzato la voce. <<E poi cosa vuol dire ‘vecchio’? La vecchiaia non è una malattia. Tutti invecchiano, anche i libri. Ma secondo lei, qualcuno può avere meno valore o importanza solo perché è al mondo da qualche anno in più?>>

Apriamo questo angolino dedicato alle citazioni con un brano tratto da “Una piccola libreria a Parigi”, di Nina George, e con un plauso sentito a Monsieur Perdu, che difende un principio tal volta dimenticato: un libro non ha valore solo se appena uscito nelle librerie. Precipitarsi a leggere l’ultimo successo editoriale, ignorando a buona posta l’intero panorama letterario che lo ha preceduto solo perché non fa più notizia non è degno di un lettore serio.