Copertine (e titoli) a confronto – Nina George

Copertine a confronto per il best seller di Nina George recentemente recensito e noto in Italia con il titolo di “Una piccola libreria a Parigi”.

Iniziamo, come senz’altro è buona norma fare, con l’edizione originale (in questo caso quella tedesca). Da notare il titolo (“La stanza color lavanda”) e l’immagine a esso attinente (come è giusto e logico sia).

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Bene. Per quanto riguarda le numerose edizioni “estere” le scelte degli editori sono quanto mai eterogenee, ma credo sia possibile raggrupparle in alcune macro-categorie:

  • Quelle fedeli all’immagine originale (e che optano per una traduzione letterale del titolo).

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  • Quelle che mantengono nell’immagine il riferimento al bel fiore viola e odoroso ma ritengono più importante, per quanto concerne il titolo, sottolineare il riferimento alla Provenza.

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  • Un caso che nell’immagine conserva la lavanda ma che preferisce, nel titolo, inserire un richiamo alla “farmacia letteraria” (l’edizione norvegese, per la precisione).

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  • Copertine nelle quali l’immagine evoca l’atmosfera di Parigi, ponendo l’accento su quella che è l’ambientazione (iniziale) della vicenda. Per quanto riguarda il titolo in questa categoria ci sono edizioni che tendono a mettere in evidenza il riferimento a libri e librerie (sinceramente non so come bene cosa significhi il titolo nella versione israeliana, visto che non mi è riuscito di trovare una traduzione).

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  • Quelle che preferiscono fare ricorso a un’immagine che evochi da vicino quella del battello che è la casa della “farmacia letteraria” di Monsieur Perdu.

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  • E da ultimo ci sono le edizioni che…beh….che hanno optato per una scelta, diciamo creativa e controcorrente (leggi per nulla attinente all’originale) tanto nel titolo quanto nella copertina. In quest’ultima categoria rientriamo anche noi italiani. Certo, il riferimento dei francesi (visivo e  non) alle lettere ha una certa attinenza con la trama, la nostra scelta di immagine….uhm….non tanto.
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Anche i libri invecchiano & altre considerazioni – Citazioni da “Una piccola libreria a Parigi” parte 1

Il best seller di Nina George è a mio avviso una fonte ricca di frasi da ricordare. Vi propongo qui la mia personale raccolta, iniziando da un breve dialogo ricco di spunti a pagina 10 🙂

Che siano stati pubblicati cento anni fa o solamente il mese scorso i libri hanno sempre qualcosa da dire al lettore accorto. Certo, è bello tenersi sempre al passo con le ultime novità editoriali, ma non è tutto.

Esistono persone che leggono solo i libri vincitori di premi prestigiosi, oppure i cosiddetti “casi editoriali”, o anche le opere di autori appena passati a miglior vita. Perché? Perché esistono le mode anche per quanto concerne la lettura, magari semplicemente per poter orgogliosamente affermare, quando qualcuno deciderà di parlarne, <<Io l’ho letto>>. Lo ammetto, non è un giudizio molto lusinghiero, però è così che la penso.

Fortunatamente Monsieur Perdu si erge in difesa dei libri più “attempati”, tutti da riscoprire:

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Non è ovviamente questa la sola occasione il cui il nostro libraio di fiducia rimarca con veemenza il valore della carta stampata. Il dialogo con la cliente desiderosa di accaparrarsi l’ultimo caso editoriale prosegue, ed ecco che lo sentiamo (leggiamo) dire:

<<I libri la proteggono dalla stupidità. Dalla falsa speranza. Dagli uomini bugiardi. La ricoprono di amore, di forza e conoscenza. E’ vita che viene da dentro. (…)>>

C’è sapienza custodita nei libri. Anche nelle fiabe. Certo, potranno non essere la soluzione universale a tutti i mali del Mondo ma, innegabilmente, sanno insegnare. Come dice un proverbio ungherese sono “maestri silenziosi”.

La prima volta che ho letto questa particolare battuta di Monsieur Perdu la cosa che mi ha veramente colpita però è stata l’ultima frase. “E’ vita che viene da dentro”. C’è poesia in questa affermazione. E anche molta verità. Da più di un punto di vista. Qualsiasi opera scritta; un romanzo, un racconto, un saggio, una tesi ma anche solo un tema scolastico o un biglietto d’auguri contiene qualcosa dell’autore. Lasci la tua impronta in qualsiasi cosa tu scriva. Più marcata nel momento in cui scrivi con impegno, soppesando ogni tua sillaba, ma sempre presente anche se lieve e involontaria persino quando scrivi solo perché sei obbligato a farlo. “Vita” dell’autore, quindi. Questa è la mia interpretazione.

Molto bene. Veniamo ora alle mie due citazioni preferite:

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Mi verrebbe da chiedermi: “Ma sarà vero per tutti i librai?”. In fondo le pecore nere ci sono in tutte le categorie…. Ma sorvoliamo su questa piccola divagazione.

Più avanti nella narrazione l’autrice aggiunge anche:

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Il binomio libri/libertà ricorre. Sì, i libri liberano la mente, fanno volare la fantasia e, nel momento in cui le loro parole riescono a scavare un solco nel profondo e a toccare l’anima possono arrivare a scuotere un’esistenza. Per questo fanno paura agli assolutismi. Questa la motivazione dietro ai roghi dell’Inquisizione e della Germania nazista. Per questo nella società creata da Bradbury in “Fahreneit 451” i libri vengono sistematicamente ridotti in cenere.

I libri sono pensiero tangibile, fonte di ispirazione e di esempi. Non cesserà mai di stupirmi come qualcosa di così semplice esteriormente, nient’altro che un insieme di fogli stampati e rilegati, possa racchiudere un tale potere. I libri sono temibili. Nina George dice che possono “far cadere i tiranni”. E’ vero. Ma, è bene non dimenticarlo, possono anche aiutarne l’ascesa. Sono veicoli di idee e di insegnamenti e, come tali, possono fare molto bene o molto male a seconda di come il loro contenuto viene percepito, utilizzato.

Troppo spesso tutto questo viene dimenticato oppure passa in secondo piano. Troppe persone vedono la lettura come un dovere, una moda o, peggio ancora, un passatempo fuori moda. Come espressione della libertà di pensiero, contenitori di idee inedite e potenzialmente esplosive, i libri meriterebbero decisamente un rispetto maggiore di quello loro comunemente tributato.

Grazie dunque a Nina George per averlo ricordato.

Giocando con gli incipit…

In questa sezione vorrei proporvi un gioco, un gioco che, inizialmente, è nato come pratico sistema per sfoltire la mia “lista-di-libri-che-prima-o-poi-vorrei-comprare”. Con cadenza più o meno settimanale pubblicherò la prima frase di un romanzo. Solo la prima. Nient’altro.

Vorrei che immaginaste di avere a disposizione solo quella, solo quel dato (e la copertina) per decidere se concedere al libro in questione una possibilità e inserirlo nella vostra lista delle possibili future letture o, invece, accantonarlo definitivamente, e vorrei che condivideste con me la vostra decisione.

Vorrei anche che mi diceste così, di getto, senza pensarci troppo, quali sono i primi pensieri, emozioni, impressioni, interrogativi che la frase pubblicata ha suscitato in voi. Ve ne concederò tre.

Ovviamente per dare il buon esempio io per prima parteciperò. Allora, che ne dite? Giochiamo?

Monsieur Perdu e la letteratura d’annata

<<I libri non sono uova. Non vanno a male anche se sono usciti da un paio di anni>>. Anche Monsieur Perdu aveva alzato la voce. <<E poi cosa vuol dire ‘vecchio’? La vecchiaia non è una malattia. Tutti invecchiano, anche i libri. Ma secondo lei, qualcuno può avere meno valore o importanza solo perché è al mondo da qualche anno in più?>>

Apriamo questo angolino dedicato alle citazioni con un brano tratto da “Una piccola libreria a Parigi”, di Nina George, e con un plauso sentito a Monsieur Perdu, che difende un principio tal volta dimenticato: un libro non ha valore solo se appena uscito nelle librerie. Precipitarsi a leggere l’ultimo successo editoriale, ignorando a buona posta l’intero panorama letterario che lo ha preceduto solo perché non fa più notizia non è degno di un lettore serio.

Nota introduttiva

“Giuro di dire la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità”.

Benvenuti, lettori!

Ho scelto di aprire questo articolo introduttivo con una dichiarazione di intenti. Dire sempre la verità. Nella vita di tutti i giorni, più facile a dirsi che a farsi. Mi piacerebbe però avere almeno qui l’opportunità di esercitare questa difficile arte, vorrei che questo blog diventasse un angolino in cui condividere le mie opinioni, in cui dire liberamente quello che penso, senza preoccupazioni e senza restrizioni (ma sempre nel rispetto della buona educazione, imprescindibile qui come altrove).

Sincerità come punto fermo, dunque. Allora bando agli pseudonimi e ai nickname! Piacere di conoscervi. Nice to meet you. はじめまして。 Mi chiamo Nicole, per comodità Nikki, e, come avrete già intuito dal nome del blog sono qui per parlarvi di libri, per condividere con voi opinioni, informazioni, curiosità, frasi memorabili scovate qua e là leggendo e, probabilmente, molto altro ancora. Prima di entrare, per così dire, nel vivo della faccenda ci sono alcuni punti che gradirei chiarire.

“Recensione” è una parola forte, impegnativa e, forse, un pò pretenziosa, almeno in questo caso. Opinione, dunque. Come ho detto intendo condividere con voi la mia opinione circa i libri che ho letto e che leggerò. Non ho la pretesa di elevarmi a critico letterario, nè sono qui allo scopo di elargire buona o cattiva pubblicità a questo o a quell’autore. Ciò che mi ha spinto ad aprire questo blog è solo il semplice, genuino piacere di condividere con altri il mio punto di vista. Niente approfondita e professionale analisi tecnico/stilistica, dunque. Esulerebbe alquanto dalle mie competenze. Sono solo una mera lettrice, una appassionata lettrice e se con quello che scriverò riuscirò a invogliare anche una sola persona ad avventurarsi alla scoperta di uno dei libri di cui parlerò per me sarà già una stupenda vittoria.

A scanso di equivoci lo dico fin da ora: la sincerità, che mi sono prefissa come obiettivo, pur essendo profondamente liberatoria ha talvolta una spiacevole controindicazione, quella di offendere la più o meno delicata sensibilità del prossimo. Se la mia opinione e la vostra dovessero divergere, se magari io parlassi in termini non troppo lunsinghieri di quello che è il vostro libro preferito, non saltatemi subito alla gola. Un’opinione, in quanto tale, è, per definizione, fatto strettamente soggettivo. Non sempre un libro che va bene per un lettore va egualmente bene per un altro: il gradimento di una lettura è determinato dal carattere, dai gusti e dalla sensibilità personale, grazie al cielo diversi da persona a persona. Qualsiasi critica costruttiva, espressa nel rispetto delle norme della buona creanza, sarà però sempre bene accetta da parte mia.

Ogni tanto, se il libro di cui parlerò lo richiederà, può darsi che mi lasci scappare qualche piccola osservazione su argomenti di attualità, storia o politica, ma prometto che non saranno nulla più che brevi e fugaci accenni. Non è il mio campo. Lascio ad altri l’onore e l’onere di dedicarsi più diffusamente all’esame di certe tematiche. Per rispetto al comune senso della decenza mi asterrò del tutto dall’esprimermi su argomenti a me estranei. Sincerità per sincerità, trovo che coloro i quali vogliono a tutti i costi parlare di cose che non conoscono finiscano semplicemente col dimostrare la loro ignoranza.

Non proporrò necessariamente libri appena usciti. Come dice Monsieur Perdu ne “Una piccola libreria a Parigi”

<<I libri non sono uova. Non vanno a male anche se sono usciti da un paio d’anni>>

e, aggiungo io, anche se un libro è in circolazione quarant’anni o più, c’è sempre un lettore che, senza saperlo, aspetta da sempre proprio quella storia.

Oltre a una sezione contenente i miei pareri sui libri che mi è capitato di leggere presto in arrivo una raccolta delle migliori frasi incontrate nel tempo e, soprattutto, una collezione degli incipit che più mi hanno colpita. Ho in programma molte e molte altre cose (tra le quali una sezione dedicata interamente ai fumetti e, in particolare, ai manga, altra mia grande passione) ma non intendo svelare da subito tutte le mie carte 😉

Per il momento è tutto. Grazie per la lettura. A presto con un nuovo articolo 🙂